decision-13550502488fQLa legge prevede la possibilità di modificare le condizioni della separazione ovvero del divorzio.

Tali modifiche possono essere richieste sia nel caso in cui la separazione o il divorzio siano stati conseguenza dell’accordo tra i coniugi, sia che si sia pervenuti alla cessazione del rapporto coniugale a seguito della decisione del giudice in un iter giudiziale.

LA NORMATIVA

Le norme che regolano la modifica delle condizioni di separazione e divorzio sono:

  • L’art. 710 cod. proc. civ., secondo cui: “Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione. Il tribunale, sentite le parti, provvede alla eventuale ammissione di mezzi istruttori e può delegare per l’assunzione uno dei suoi componenti. Ove il procedimento non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare provvedimenti provvisori e può ulteriormente modificarne il contenuto nel corso del procedimento“;
  • L’art. 9, co. 1, Lg. 898/70, secondo cui: “Qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6“.

E’ importante rilevare come la modifica della condizioni di separazione ad oggi trova e troverà sempre minori spazi di applicazione: ed infatti, con la riforma del diritto di famiglia e l’introduzione del cd. “divorzio breve” (D.L. 12 settembre 2014 n. 132, convertito in L. 10 novembre 2014 n. 162, si veda anche qui), è possibile addivenire a divorzio già dopo sei mesi o un anno (in caso di separazione giudiziale), rispetto alla pronuncia di separazione. Dunque ragioni di opportunità ed economia processuale inducono a preferire direttamente la strada del divorzio a quella della modifica. Discorso diverso valeva in passato, quando tra separazione e divorzio dovevano trascorrere tre anni, in cui effettivamente poteva manifestarsi l’esigenza di modificare i provvedimenti assunti in separazione.

Ciò detto, le condizioni di separazione potranno senz’altro essere modificate in sede di divorzio.

Si può chiedere la modifica sia di provvedimenti dal contenuto economico – e dunque, la stessa previsione dell’assegno di mantenimento in favore dell’altro coniuge o dei figli e la sua misura – sia provvedimenti riguardante la gestione della prole – e dunque, il collocamento ed i diritti di visita.

Il presupposto per ottenere la modifica è che siano sopravvenute circostanze che impongano la revisione dei provvedimenti.

Può giusitificare, ad esempio, la diversa configurazione del diritto di visita dei figli minori, il trasferimento di uno dei due genitori in altra città. Può invece giustificare la revisione dell’assegno di mantenimento, modifiche intercorse relative al rapporto di lavoro: il coniuge che perde il lavoro può aver diritto al contributo di mantenimento laddove prima non era previsto; la riduzione / aumento del reddito può giusificare la riduzione / aumento dell’assegno di mantenimento ecc.. Anche la nuova convinvenza di uno dei due ex coniugi può giustificare la revisione delle condizioni di separazione e divorzio, valutati tutti gli elementi.

Poichè, appunto, la modifica è subordinata al sopravvenire di circostanze che non erano attuali al momento della separazione / divorzio, è bene tenere a mente che non si potrà chiedere la revisione soltanto perchè ci si è accorti che le condizioni prima concordate non rispondono alle proprie esigenze e interessi.

COME SI PROCEDE?

La modifica delle condizioni di separazione / divorzio può essere richiesta in Tribunale oppure mediante l’avvio di procedura di negoziazione assistita, ossia mediante la stesura e sottoscrizione di un accordo, da sottoporre prima all’autorizzazione della Procura e poi al Comune per le opportune trascrizioni.

Lo Studio Legale Avv. Valentina Cardani è disponibile ad offrire consulenza ed assistenza in tali procedure; clicca qui per fissare un appuntamento.